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L’ape, uno degli animali da reddito più importanti al mondo

L’ape, uno degli animali da reddito più importanti al mondo

Quando si parla di animali da reddito si pensa ai bovini, ai suini e ai polli ma non di certo alle api.

Il prezioso e insostituibile lavoro delle api

Di loro si pensa che producano miele, propoli, cera ma quando mangiamo un frutto o beviamo un succo, non pensiamo che possiamo farlo grazie a un’ape che si è occupata dell’impollinazione dei fiori!

Teniamo in considerazione che per api non intendiamo solo l’apis mellifera, che è quella che produce il miele, ma oltre 20.000 specie di insetti che si nutrono del nettare dei fiori.

Non è un caso se i fiori degli alberi da frutto sono molto belli da vedere e profumati da annusare, queste caratteristiche sono fondamentali per attirare gli insetti come le api.

Con il loro apparato succhiatore, le api e i bombi estraggono il nettare dai fiori. In questo modo le api fanno una bella doccia di polline che, rimanendo attaccato alle zampe e alla loro peluria, viene trasportato di fiore in fiore. È questo il processo di impollinazione che, da solo, consente che dal fiore nasca il frutto.

Dovete sapere che anche nelle piante esistono maschi e femmine ma senza le api che trasportano il polline le piante sarebbero sterili. I gameti maschili e femminili devono incontrarsi, in modo che il maschile fecondi quello femminile e diano origine ad un seme racchiuso in un involucro che è il frutto. Ecco perché l’ape è il terzo animale da reddito nel mondo, dopo bovini e suini, ma prima dei polli.

Se non ci fossero non esisterebbero i frutti e questo ci fa capire quanto sia importante cercare di invertire il processo di riduzione della popolazione di questi piccoli insetti colore dell’oro.

Questi incredibili insetti sono necessari per la sopravvivenza della nostra specie: oltre due terzi delle colture utilizzate per la nutrizione umana sono, infatti, impollinate dalle api, le quali svolgono anche un ruolo attivo nel mantenimento della biodiversità e nel ripristino delle aree prossime alla desertificazione.

I pericoli ambientali per le api

Esistono anche alcuni parassiti che mettono in pericolo la vita di questi insetti: uno di questi, per esempio, è la varroa, contro la quale ancora non possiamo fare molto.

Possiamo però prendere provvedimenti per non finire come alcuni paesi della Cina in cui, a causa degli altissimi livelli di inquinamento, le api sono ormai scomparse e gli uomini salgono sugli alberi e con piume di uccello cosparse di polline tentano di fare ciò che in natura le api fanno da millenni, con risultati scarsi o quasi ridicoli.

Nel 2013, nei paesi dell’Unione Europea, è stato vietato l’uso di pesticidi particolarmente nocivi, i neonicotinoidi, che riducono olfatto, memoria e senso dell’orientamento delle api.

Altri pericoli possono venire dalle monocolture che determinano mancanza di risorse mellifere, o l’indebolimento delle difese immunitarie causato dall’inquinamento.

Le sentinelle dell’ambiente

Le api sono estremamente sensibili alle molecole chimiche, muoiono se vengono a contatto con molte di esse, per questo vengono considerate le sentinelle dell’ambiente e non possono vivere nei territori contaminati. Quindi anche quando sentite che le api vengono imbottite di farmaci non ci credete perché non sarebbe possibile, i principi attivi dei pochissimi rimedi autorizzati in Italia sono a base di estratti naturali e biologici, o in soluzioni così infinitesimali da non compromettere assolutamente la salute delle api.

La giornata mondiale delle api

Dal 2017 il 20 maggio si celebra la giornata mondiale delle api, indetta dall’ONU per ricordare l’importanza di questi insetti che, come abbiamo capito, oggi sono fortemente a rischio a causa dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento, dell’uso intensivo di fitofarmaci per l’agricoltura e delle malattie. La scelta del 20 maggio non è a caso, infatti mentre nell’emisfero boreale maggio è il mese centrale dell’impollinazione, in quello australe corrisponde al periodo di produzione del miele e della lavorazione dei suoi derivati. Inoltre Anton Jansa, uno dei pionieri della moderna apicultura, è nato proprio il 20 maggio del 1734.

Le api nella ricerca scientifica sul cervello dell’uomo

Alcune ricerche scientifiche si servono delle api per capire il nostro cervello. Attraverso l’osservazione di uno sciame di api, le cui interazioni ricordano quelle tra i neuroni, uno studio cerca di capire i nostri processi cognitivi: “Le api sono un modello utile per rivelare dinamiche neurali, dato che l’osservazione del comportamento delle api durante la sciamatura è molto più semplice dell’osservazione del comportamento dei neuroni durante un processo decisionale”, ha spiegato il coautore dello studio Sean Gallup.
Insomma, la produzione del miele non è il solo motivo per cui è importante salvaguardare le api!

Salvaguardia delle api

La ripresa della tradizione millenaria di produzione del miele sta permettendo in molte zone del mondo e dell’Italia di salvaguardare questi insetti attraverso la riduzione dell’uso di pesticidi, la rinaturalizzazione degli spazi contro l’avanzata dell’inquinamento e altre misure che, nel complesso, diventano fondamentali per fare in modo che le api non scompaiano.

Cosa possiamo fare per salvaguardare le api

È un bene piantare in giardino piante che attirino le api, potete venite nel nostro garden a chiedere un consiglio, troverete le piante che attirano le api segnalate con una piccola ape.

simbolo api in negozio

Ognuno di noi nel suo piccolo può contribuire a creare ambienti favorevoli per le api, e invitarle a restare.

E se un ape ci ronza intorno stiamo calmi e allontaniamoci, probabilmente siamo finiti nel loro corridoio di volo o nei pressi di una colonia. Le api, come detto, si nutrono di nettare, e il loro istinto le porta a visitare esclusivamente i fiori.

Non sono loro quindi a disturbare i nostri pic-nic, spesso infatti vengono confuse con le vespe. L’ape punge solo come ultima risorsa, in caso di forte minaccia al proprio alveare: pungere per l’ape è un gesto estremo in quanto determina la propria morte.

E mi raccomando utilizzate prodotti biologici per il vostro orto e giardino, chiedete consiglio agli esperti di Villaggio Natura!

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